Dott.ssa Katia Marzaduri - Psicologa - Psicosessuologa

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L'enuresi

2025-10-23 11:53

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L'enuresi

L’enuresi può essere un segnale emotivo del bambino.Questo articolo aiuta a comprenderla senza colpevolizzare, offrendo spunti per accompagnare il bambino

Il linguaggio del corpo nei bambini

Durante l’infanzia, molte emozioni passano prima dal corpo che dalla mente.
I bambini non hanno ancora le parole per esprimere ansia, paura o stress, e così il corpo diventa il loro canale di comunicazione principale.

L’enuresi — cioè la perdita involontaria di urina, spesso notturna — può essere uno di questi modi di “parlare”.
Non è un capriccio, né una mancanza di controllo: è un segnale, un messaggio che chiede ascolto.


Non sempre c’è una sola causa

Esistono forme di enuresi primaria (quando il bambino non ha mai smesso di bagnare il letto) e secondaria (quando il controllo era stato raggiunto ma si è perso in seguito).
Nel secondo caso, è frequente che ci sia una causa emotiva:

  • un cambiamento familiare (nascita di un fratellino, separazione, lutto)

  • un passaggio scolastico o relazionale

  • un periodo di stress o di richieste troppo elevate

Il corpo reagisce prima della mente: si difende, si alleggerisce, cerca sicurezza.


Cosa non fare

Conviene non colpevolizzare o mettere fretta al bambino perchè il rischio è di insinuare vergogna e paura che rischiano di peggiorare il sintomo anche se consciamente potrebbe essere l'ultima cosa che si vorrebbe fare.

Da evitare:

  • Punizioni o rimproveri

  • Commenti ironici o umilianti (“sei grande ormai”)

  • Pressioni notturne o controlli eccessivi

Il bambino non sceglie di farlo: lo subisce.


Cosa invece aiuta

Accogliere con calma – Nessun giudizio, solo presenza e ascolto.
Dare tempo – Ogni bambino ha il suo ritmo, anche nel controllo corporeo.
Creare sicurezza – Ridurre stress, cambiamenti bruschi, ansie familiari.
Parlare con dolcezza – Non focalizzarsi sull’episodio, ma sul vissuto.

Quando il problema persiste o sembra legato a vissuti di paura o tensione, il supporto psicologico infantile può aiutare a comprendere il significato emotivo del sintomo e a restituirgli parola.


In conclusione

L’enuresi non è un fallimento educativo o genitoriale, né un difetto da correggere.
È un segnale corporeo che parla di bisogni emotivi, spesso silenziosi.
Accoglierlo senza giudizio è già una forma di cura.
Aiutare un bambino a non sentirsi “sbagliato” è il primo passo per fargli ritrovare fiducia — nel proprio corpo e nel legame genitoriale.


Katia Marzaduri – Psicologa, Psicologa dell’età evolutiva e Psicosessuologa
Per contatti: info@katiamarzaduri.it


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