"Confronto sociale: quando ci sentiamo indietro rispetto agli altri" Ti è mai capitato di guardarti intorno e pensare che tutti stiano andando avanti, mentre tu sei fermo? È un pensiero comune, spesso accompagnato da un senso di inadeguatezza o fallimento. Viviamo in una società che ci espone continuamente ai risultati degli altri: successi, traguardi, relazioni felici, carriere brillanti. Tutto sembra accadere "agli altri" e mai a noi. Il confronto con gli altri può sembrare naturale – è un meccanismo antico, che ci ha permesso di orientarci nel mondo e migliorarci. Ma quando questo confronto diventa costante e giudicante, può trasformarsi in una fonte di sofferenza. Oggi, i social media amplificano tutto questo. Vediamo frammenti di vite altrui che ci appaiono perfette. Ma spesso dimentichiamo che sono solo porzioni scelte, curate, filtrate. Ci confrontiamo con immagini idealizzate, e ci sentiamo in difetto perché stiamo osservando dall’esterno qualcosa che non conosciamo davvero. Un altro aspetto che alimenta il confronto è la convinzione che ci siano delle “tappe giuste” o "dettate da altri" (famiglia, amici, società) da dover rispettare: a 30 anni bisogna avere un lavoro stabile, a 35 una famiglia, a 40 una casa di proprietà. Quando la nostra vita non segue questo copione, può nascere il dubbio: "Ho sbagliato qualcosa?" La verità è che ognuno ha un ritmo diverso, e non esiste un tempo unico valido per tutti. Ogni percorso è unico, con difficoltà, scelte, priorità e tempi differenti. Il confronto costante ci porta lontano da noi. Invece di ascoltarci, ci giudichiamo attraverso gli occhi degli altri. E così perdiamo il contatto con ciò che davvero conta: cosa vogliamo noi? Di cosa abbiamo bisogno? Ritrovare la connessione con noi stessi significa fare spazio all’autenticità. Significa riconoscere i nostri passi avanti, anche se piccoli. Significa anche accettare i momenti di stasi, di confusione, di cambiamento. Katia Marzaduri – Psicologa Il confronto: una trappola silenziosa
Un video perfetto di 30 secondi, richiede un tempo di creazione a volte di ore, a volte anche giorni.
Il mito del tempo giusto
Guardare dentro invece che fuori
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