Perché siamo sempre più ansiosi? Un viaggio tra mente, società e possibilità di cambiamento Ti è mai capitato di sentirti agitato senza un motivo preciso? Un’irrequietezza che non riesci a spiegare, come se qualcosa stesse per accadere, anche se tutto intorno sembra tranquillo. L’ansia è diventata una delle emozioni più diffuse nella società contemporanea. L’ansia: un’emozione utile (fino a un certo punto) L’ansia, in sé, non è un nemico. È una risposta naturale del nostro corpo e della nostra mente di fronte a una minaccia. Serve per prepararci all’azione, per proteggerci. Il problema nasce quando questa risposta si attiva in modo continuo, sproporzionato o senza una causa reale. Viviamo in una società che alimenta l’ansia La vita moderna ci chiede velocità, efficienza, disponibilità continua. Quali sono i fattori che amplificano l’ansia? Tecnologia e iperconnessione: una trappola invisibile La tecnologia ci tiene sempre online, sempre “accesi”. Le notifiche e la ricerca di approvazione sui social generano una sorta di micro-ansia costante. Cosa possiamo fare per ridurre l’ansia? Anche se non possiamo cambiare tutto ciò che ci circonda, possiamo trasformare il nostro modo di viverlo. ✅ Riconosci l’ansia: non combatterla, ascoltala. È un messaggio da decifrare, non un difetto. ✅ Rallenta: trova momenti nella giornata per respirare, camminare, scrivere, fare giardinaggio, stare in silenzio, fare attività che possano piacerti. ✅ Riduci i confronti: ricorda che ciò che vedi online è solo una parte della realtà. ✅ Coltiva relazioni autentiche: condividere ciò che provi con qualcuno di fiducia può fare la differenza. ✅ Chiedi supporto: un percorso psicologico può offrire strumenti concreti per comprendere e gestire l’ansia. L’ansia è una voce che chiede ascolto L’ansia non è un’anomalia. È un modo in cui la nostra parte più profonda ci chiede attenzione. Concederci il diritto di ascoltare il nostro disagio può essere il primo passo per ritrovare equilibrio e autenticità. Vuoi approfondire questo tema? Se ti riconosci in queste parole e senti il bisogno di parlarne, sono qui.
Se sì, sappi che non sei solo.
Ma perché oggi sembra così presente, così persistente?
È come se il nostro cervello fosse costantemente in “modalità allarme”, anche quando non c’è nulla da temere.
Tutto questo ha un impatto diretto sul nostro benessere psicologico.
Il tempo per ascoltarci davvero è sempre meno.
Il bisogno di validazione esterna ci allontana da una sicurezza interiore più stabile e duratura.
Ecco alcune strategie concrete:
Non siamo “sbagliati” se ci sentiamo ansiosi: forse siamo solo umani in un mondo che corre troppo veloce.
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Dott.ssa Katia Marzaduri
Psicologa
